AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI AMMININISTRATIVE

Per descrivere questi due istituti cardine del diritto amministrativo nella sua interezza, esemplari sono le parole di Andrea Orsi Battaglini (in DIGESTO IV, Torino, 1987, 59 e ss.) secondo il quale “Poche formule hanno avuto tanta fortuna nella nostra dottrina amministrativistica come quella che per circa ottanta anni ha definito l'autorizzazione come atto di rimozione di un limite all'esercizio di un diritto soggettivo e che ancora oggi, malgrado la sua radicale revisione critica non sia recentissima, continua a dominare il campo della più diffusa letteratura e della giurisprudenza.

E tale predominio appare tanto più rilevante ove si consideri che tale definizione, oltre a identificare una vasta categoria di atti amministrativi, ha assunto un ruolo centrale nella intera classificazione degli atti «accrescitivi» della sfera giuridica del destinatario, atti che (primo tra tutti la concessione) sono stati identificati con riferimento ad essa.

È anche vero peraltro (e da tempo la dottrina avverte con disagio il fenomeno) che la formula e i sistemi classificatori su di essa fondati appaiono sempre più insidiati e svuotati dall'evoluzione dell'ordinamento e dalla difficoltà di applicarli in modo soddisfacente.”  

Quanto appena richiamato - nonostante la datazione - mantiene tuttora la propria attualità soprattutto in conseguenza degli interventi del diritto sovranazionale (in particolare ad opera della Direttiva Bolkestein) secondo il quale non vi è coincidenza fra il concetto di autorizzazione e quello di concessione come rispettivamente elaborati dai legislatori e dai giudici nazionali.

Lo Studio Tedeschini è più volte intervenuto nelle controversie nascenti fra amministrazioni e privati per l’ottenimento dell’uno o dell’altro titolo: aree demaniali, autostrade e reti ferroviarie locali sono i settori cui i suoi avvocati Studio dedicano attualmente la loro maggiore attenzione.